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Traspirabilità e tenuta all'aria dell'involucro edilizio
  • post image ing. Franco Talamini
  • 2020-02-26
    • ventilazione,traspirabilitÓ,involucro edilizio

La produzione di umidità in una abitazione di una famiglia media si attesta sui 6/7 litri di vapore al giorno.

Un involucro edilizio tipico riesce a smaltire solo il 2/3% di tale produzione giornaliera con il meccanismo della diffusione.Ciò che rimane ossia il 97-98% dev’essere smaltito con la ventilazione sia essa manuale (opportuna periodica apertura delle finestre) che mediante l’utilizzo di un impianti di ventilazione meccanica.

La traspirabilità dei componenti dell’involucro influisce significativamente sulla necessità di ventilare gli ambienti? No, potranno cambiare leggermente le percentuali di smaltimento per diffusione ma la necessità di ventilare gli ambienti per mantenerli salubri rimarrà comunque.

Quello che certamente è da perseguire è la tenuta all’aria dell’involucro: la tenuta all’aria porta con se un miglior isolamento acustico (eventuali passaggi di aria comportano immancabilmente anche passaggio dei rumori) e un miglior isolamento termico. Di qui la necessità di curare i raccordi dei vari componenti dell’involucro edilizio per minimizzare il passaggio di aria.

Un elenco più completo dei problemi derivanti dalla scarsa cura all’ermeticità potrebbe essere:

– Un involucro non a tenuta causa danni alla struttura dell’edificio dovuti a fenomeni di condensa.

– Un involucro non a tenuta comporta un aumento del fabbisogno energetico (fino al 15%);

– Un involucro non a tenuta compromette le proprietà isolanti dei materiali. L’umidità infatti peggiora le caratteristiche di isolamento termico del materiale;

– In presenza di impianti di VMC, il rendimento dell’impianto peggiora.

– Le infiltrazioni di aria possono far entrare in casa allergeni ed inquinanti;

– Dove passa aria, inevitabilmente passa rumore.

– L’aria porta con sé umidità. Se l’umidità si accumula si innescano fenomeni di progressivo degrado.

– Infiltrazioni d’aria fredda nell’involucro causano una riduzione della temperatura interna, con conseguente discomfort all’interno degli ambienti.

Il grado di ermeticità dell’involucro edilizio si valuta attraverso il “Blower Door Test” (BDT).

Il blower door test è un sistema per la verifica della permeabilità all’aria di edifici residenziali, terziari ed industriali di qualsiasi dimensione. Il blower door è un grande ventilatore calibrato a controllo elettronico che viene montato temporaneamente (e tipicamente) sulla porta d’ingresso principale dell’edificio, attraverso un telo o un pannello, montato su un apposito telaio, che si adatta alle misure della porta e la sigilla perfettamente.

Il controllo elettronico della velocità e della pressione viene eseguito mediante un manometro digitale oppure direttamente attraverso un pc mediante apposito software

Per la verifica delle infiltrazioni d'aria, il blower door test usa misurare la pressione interna ed esterna all’edificio (che deve essere completamente sigillato) ed il flusso d’aria generato dal ventilatore. Una volta che il ventilatore (aspirando o insufflando dentro l’edificio), ha raggiunto una determinata differenza di pressione interno/esterno (tipicamente 50 Pascal) si possono cercare le eventuali perdite d’aria da infissi, crepe, canalizzazioni ecc... usando il fumo di gas traccianti, la termografia o l’uso di anemometri.

L’esatta procedura di misurazione e’ regolata dalla norma UNI EN 13829: "Prestazione termica degli edifici - Determinazione della permeabilità all'aria degli edifici - Metodo di pressurizzazione mediante ventilatore".

Il blower door test permette quindi di stabilire in maniera oggettiva il grado di permeabilità all’aria di un edifico e di evidenziare, esaltandole, le infiltrazioni d’aria.

Benché la vigente normativa nazionale non imponga alcun requisito di permeabilità all’aria dell’involucro negli edifici di nuova costruzione o sottoposti a interventi di riqualificazione energetica, esistono sul territorio nazionale vari comuni e province che hanno adottato nei propri regolamenti edilizi protocolli di certificazione energetica che impongono dei requisiti di tenuta all’aria per gli edifici introducendo dei valori limite di ricambio d’aria n50 certificati attraverso il Blower DoorTest.

Il valore n indica la quantità d’aria che viene ricambiata ogni ora all’interno dell’edificio e può essere determinata attraverso la formula:

n50 = V50 / V [h-1]
dove: V50 = portata d’aria misurata con ΔP=50 Pa [m3 /h];  V = volume d’aria dell’edificio [m3]
 
Il protocollo di certificazione Casaclima dell’Agenzia di Bolzano fissa per tutti gli edifici residenziali di nuova costruzione un valore limite n50 in base alla classe energetica:
Valori massimi di tenuta all'aria dell'edificio svolti con il BDT secondo UNI EN 13829 metodo A, rispetto alle diverse classi energetiche CasaClima
Classe Energetica Involucro    
C valore limite n50,lim=2,0h(-1)±0,1
B valore limite n50,lim=1,5h(-1)±0,1
A valore obbiettivo n50,lim=1,0h(-1)±0,1
Gold valore obbiettivo n50,lim<0,6h(-1)±0,1
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ing. Franco Talamini